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Farmacologia

Il meccanismo del semaglutide sul recettore GLP-1

Cosa succede quando la molecola si lega al recettore, e perché gli effetti studiati vanno dalla glicemia al peso corporeo.

Aggiornato il · lettura 2 min

Un solo bersaglio

A differenza dei co-agonisti più recenti, il semaglutide lavora su un solo recettore: il GLP-1R, un recettore accoppiato a proteine G presente nel pancreas, nello stomaco, nel cuore e in alcune aree del cervello. Questa selettività lo rende un riferimento utile negli studi comparativi.

Gli effetti descritti in letteratura

  • Pancreas: aumenta la secrezione di insulina solo quando la glicemia è alta, e riduce il glucagone.
  • Stomaco: rallenta lo svuotamento gastrico, soprattutto nelle prime settimane.
  • Cervello: agisce su ipotalamo e tronco encefalico, riducendo l’appetito e la spinta verso cibi molto calorici.

Proprio l’effetto centrale sull’appetito spiega i risultati sul peso osservati nel programma STEP. (Wilding 2021)

Perché una volta a settimana

Il legame all’albumina e la resistenza alla DPP-4 mantengono concentrazioni stabili per giorni. (Lau 2015) Per chi lavora in vitro questo significa anche una molecola relativamente robusta, ma non immune a calore, luce e cicli di congelamento: le regole pratiche sono in conservazione.

Fonti

  • Wilding JPH et al. (2021). Once-weekly semaglutide in adults with overweight or obesity (STEP 1). N Engl J Med. PMID 33567185
  • Lau J et al. (2015). Discovery of the once-weekly GLP-1 analogue semaglutide. J Med Chem. PMID 26308095